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Il sentiero si snoda a partire dal fondovalle lungo il fiume treja, per poi risalire con un percorso a mezza costa l'altura di Narce, dove sorgeva l'acropoli dell'antica città falisca.
La collina, alla quale si deve il nome convenzionale del centro antico, si impone nela paesaggio circostante per la particolare morfologia, modellata da rapidi fenomeni di vulcanismo e di erosione, che hanno creato quasi una forma conica con le pareti profondamente incise dal corso del fiume Treja del fosso della Mola di Magliano.

Frammentaria è la nostra conoscenza sulle modalità di frequentazione dell'altura, non indagata attraverso saggi di scavo. Le ricognizioni di superficie hanno permesso di individuare tre livelli di occupazione stabile fin dall'età del bronzo localizzati in stretti terrazzamenti: quello più elevato collocato in posizione dominante l'intera area circostante, ha conservato anche traccia di una frequentazione di epoca medioevale.
Resti medioevali, quali cavità e pozzi, sono osservabili quà e la lungo il sentiero. Della doppia cinta muraria ricordata dagli archeologi della fine dell'800 è visibile oggi solo un tratto monumentale riferibile al livello superiore.

L'abitato di fondo valle
Scavi e ricerce condotte tra il 1966 e il 1971 sul terrazzo fluviale nel versante occidentale della collina, lungo la riva destra del fiume Treja, hanno permesso di portare parzialmente in luce un nucleo abitativo acarattere permanente o semipermanente, che sembra avere assunto una particolare consistenza tra il Bronzo finale e la prima età del Ferro ( XII - VII sec. a.C.)
L'insediamento deve avere cessato la sua esistenza nel corso del VII sec. a.C. allorchè il sito fu utilizzato come area cicmiteriale, presumibilmente per un breve periodo. Intorno al 400 a.C. la zona risulta ormai sfruttata per altri per altri scopi, ovvero come area industriale per la fabbricazione dei laterizi. L'abitato di fondovalle ha restituito significative testimonianze che attestano contatti precoci con il mondo miceneo, a conferma del ruolo strategico del sito quale punto di controllo delle vie di comunicazione lungo la valle del tevere.

Mura e sistemi difensivi
Narce costituiva uno dei tre poli abitativi dell'insediamento falisco, che proprio da questa collina prende il nome e che si estendeva anche sulle alture di Monte Li santi e Pizzo Piede.
Fortemente condizionato dall'ambiente fisico, l'insediamento antico era articolato in un sistema di centri abitati che, seppure contigui, erano nettamente separati e dotati ciascuno di proprie fortificazioni.
Ben poco è visibile oggi delle cinte murarie realizzate a difesa sdei singoli nuclei dell'insediamento. A Narce furono individuati alla fine dell'800 i resti di un tricplice recinto a blocchi squadrati di tufo, a protezione di altrettanti gradoni, sui qualisi doveva sviluppare l'abitato.
Le mura seguivano il taglio delle rupi, regolarizzandone l'andamento in corrispondenza del primo ripiano e assecondandolo nel secondo. Di questo recinto intermedio rimane un considerevole tratto, di notevole spessore (oltre 6 metri), realizzato con blocchi, irregolarmente squadrati, ma ben levigati e disposti con cura sulla fronte. Le ammorsature al nucleo interno erano date dalla disposizione di testa dei blocchi, le cui dimensioni variavano dai 70 ai 90cm.

I sistemi difensivi
La necessità di disporre di sistemi difensivi per il proprio abitato è stata avvertita dai gruppi umani dai tempi piu remoti ricorrendo a strategie basate da un lato su una difesa di tipo "passivo" dall'altro di tipo "attivo". Nel territorio faisco risponde a questa esigenza la scelta di ubicare gli insediamenti su alti pianori tufacei: la posizione isolata è protetta naturalmente sia dallo scoscendimento delle pareti, sia dal corso di fiumi e fossi ai piedi delle rupi, che garantivano tra l'altro una buona risolrsa idrica, consentiva anche di esercitare il controllo del territorio circostante grazie ad una visuale favorevole.
Nel tempo una più complessa articolazione sociale ha portato la popolazione a servirsi anche di sistemi "attivi", realizzando intorno agli abitati difese artificiali quali palizzate, fossati ed aggeri di terra e da ultimo avere proprie cinte murarie.

Tratto dalle indicazioni fornite dalle bachehe informative dell'ente Parco del Treja installate nei pressi del luogo